martedì 23 giugno 2015

SE NON TI CHIAMI BOLT MEGLIO POI CHE PRIMA!

SE NON TI CHIAMI BOLT
MEGLIO POI CHE PRIMA!

Praticando Atletica Leggera da molti anni mi sono accorto che tanti ragazzi, che da giovani ottengono grandi risultati, poi non tengono fede alle aspettative ,e in alcuni casi spariscono proprio, venendo sorpassati da altri che aveveno ottenuto risultati inferiori. E questa cosa, a meno di gravi infortuni, non dovrebbe essere normale, perchè l'Atletica è uno sport oggettivo, nel senso che si basa su risultati che dipendono solo da te. Quindi se a 17 anni fai un certo risultato, dovrebbe essere logico che a 23, dopo una crescita costante, venga ampiamente battuto.
Per provare a capire se questo fenomeno sia solo frutto della mia immaginazione o sia reale ho fatto uno studio a scala mondiale avvalendomi delle statistiche IAAF (International Association of Athletics Federations).
Ho preso in considerazione la top20 all-time allievi/e (under 18, quest'anno 1998 e 1999) della maggior parte delle discipline (maggior parte perchè in alcune, negli anni, sono cambiati gli attrezzi e non mi è stato possibile stabilire una top20), tenendo buoni ai fini delle statistiche solo quegli atleti/e nati prima del 1993 (cioè quegli atleti/e che ad oggi possono considerarsi a tutti gli effetti della categoria assoluti), e l'ho messa a confronto con la top100 all-time assoluti.
Il risultato mi ha dato ragione; infatti solo il 25,8% dei top20 all-time allievi/e rientra nei top100 all-time assoluti. E addirittura il 92% dei top10 all-time assoluti non rientra nei top20 all-time allievi/e.
Il dato più curioso arriva certamente dai 100 metri maschili, dove nessun enfant prodige è poi sceso sotto i 10 secondi netti.
Gli unici ad aver primeggiato sia da allievi che da assoluti sono stati Bolt (200 metri) e Sotomayor (salto in alto).
Quindi, dopo tutti questi numeri, si può facilmente dedurre che per un giovane atleta sia sicuramente meglio avere una crescita sportiva costante ed equilibrata che gli permetta di migliorarsi giorno dopo giorno senza bruciare le tappe.
A questo punto consiglio a tutti i tecnici di non sottoporre i ragazzi a carichi assurdi e allenamenti da professionisti, perchè vincere solo da giovani non conta niente.
Di Usain Bolt ce n'è uno, tutti gli altri diventano nessuno!


Enrico Neviani.

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